Veglia Natale Di Gruppo 2023
1.1. Programma
- 17:55 Inizio canto di accoglienza genitori e cerchio di fronte alla Madonna con fiaccole
- 18:00 Messaggio di benvenuto e spiegazione della veglia
- 18:05 Spostamento per prima scena
- 18:10 Prima scena
- 18:20 Spostamento per seconda scena
- 18:25 Seconda scena
- 18:35 Spostamento per terza scena
- 18:40 Terza scena
- 18:50 Spostamento quarta scena
- 18:55 Quarta scena
- 19:05 Spostamento per scena genitori
- 19:10 Canto genitori
- 19:25 Messaggio conclusivo e spostamento genitori verso la cena
- 19:30 Spostamento in sala mensa per la cena (per i genitori e famigliari)
- 22:30 Conclusione attività
1.2. Organizzazione Generale
La veglia verrà svolta in modo itinerante visto che non c’è un unico luogo che possa accogliere tutti i genitori.
Le varie branche metteranno in scena 4 rappresentazioni che i genitori comporranno in un giro casuale. I genitori cureranno un momento finale tutti insieme.
I rover saranno impegnati nella preparazione della cena.
Il tragitto di durata massima è tra la sede Lupi e il terzo piano, fattibile in 5 minuti.
Il momento di branca durerà 10 minuti composti di:
- 2 minuti di presentazione (dell’unità / degli attori / della tecnica)
- 6 minuti di scena
- 2 minuto di preghiera + canto (o ritornello) natalizio con i genitori
Aree utilizzate per le scene:
| Area | Gruppo | Scena |
|---|---|---|
| Chiesa | Scolte (2 Fuochi) | La bottega del falegname Giuseppe |
| Cinema | Esploratori | Il viaggio del pastore |
| Sede Coccinelle | Coccinelle Arcobaleno | Perchè nella grotta c'erano l'asino e il bue |
| Sede Lupi | Lupo Alpestre | Colpo grosso nel Presepio |
| Sala Verde | Lupi Colli Euganei | Perchè nella grotta c'erano l'asino e il bue |
| Atrio 1°P | Coccinelle Lanterna | Colpo grosso nel Presepio |
| Atrio 2°P | Guide Ginestra | Il viaggio del pastore |
| Atrio 3°P | Guide Sorgente | La bottega del falegname Giuseppe |
1.3. Scenette
1.3.1. Colpo grosso nel Presepio
Una volta, mancava poco a Natale, due fratellini fecero il loro presepio.
Prepararono le montagne di carta strapazzata, il cielo stellato, il laghetto di vetro, la capanna con la stella cometa e, con molta cura, disposero le statuine.
Misero i pastori e le pecore sul muschio, la vecchina che cuoceva le caldarroste presso il sentiero , uno zampognaro presso la grotta, i Re Magi con i cammelli nel punto più lontano sotto le palme, san Giuseppe, la Madonna, Gesù Bambino tutto sorridente, il bue e l'asino...
Ma restavano tanti spazi vuoti. Che fare? I due bambini si guardarono. Era troppo tardi per convincere la mamma a comprare altre statuine. Improvvisamente la bambina si alzò e corse a prendere le sue bamboline preferite, le Winx, e le sedette vicino al pozzo. Anche il bambino si alzò e tornò trionfante con un giocattolo che teneva sempre a portata di mano sotto il letto: un Power Ranger. Era in tenuta da guerra con mitragliatore e coltello e finì in fondo al gregge, presso la coda dell'ultima pecora.
I bambini contemplarono soddisfatti il loro lavoro, poi andarono a letto e si addormentarono subito.
Nella notte si svegliarono le statuine del presepio. Il primo ad aprire gli occhi fu uno dei pastori. "Ehi, ma chi è quel tipaccio tutto muscoli e coltellaccio che segue il mio gregge? Chi sei? Che cosa vuoi? Vattene in fretta, prima che ti faccia azzannare dai miei cani". Ma il Power Ranger non fece una piega e, anzi, non lo degnò neppure di uno sguardo.
Il pastore continuò: "Lo vedi questo bastone? Ti fracasso le ossa se non sparisci!".
A questo punto il Power Ranger fece guizzare i muscoli e scattare la sicura del mitra: "Non ci provare amico, o saranno guai. Col tuo bastone mi farò un bel falò perché fa un freddo cane e io sono vestito leggero".
In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e vide le Winx che si pettinavano i lunghi capelli.
"Ehi, ragazze, cosa fate in camicia da notte? Andatevene via, svergognate, o vi tiro in faccia le mie castagne. E guardate che scottano, perché sono quasi arrostite!".
"Sono buone le caldarroste e qui fa un po’ ...".
"Fate anche le spiritose? Vi volete prendere le mie castagne? Ma allora siete pure ladre.... Aiuto! Aiuto! Mi vogliono derubare...!".
Le Winx, intimorite, obiettarono: "Nonnina, non dite bugie. Le vostre castagne, se ce le volete vendere, ve le paghiamo".
Ma il pastore aggiunse: "No, no...Via tutti, ragazze e muscoloni"
Il Power Ranger, che era un tipo conciliante, intervenne: "Dai, ragazzi, non prendetela su questo tono. Ora accendo il mio stereo super hi-fi e sentiamo un po’ di musica intorno al fuoco".
I pastori e la vecchina non fecero in tempo ad obiettare che il Power Ranger aveva già acceso lo stereo dai cui altoparlanti uscì una dolce musica natalizia..
Quando le prime note si diffusero nell'aria, i pastori fecero per slanciarsi contro i nuovi venuti, ma una voce severa e autorevole li trattenne:
"Pace! Pace! Che svegliate il bambino!". "Chi ha parlato?". "Guardate, è San Giuseppe! E sta venendo dalla nostra parte".
"Hallo, Joe!", disse il Power Ranger. Anche le Winx salutarono con garbo.
"Buona sera a tutti, figliuoli, anche a voi pastori, e a te, nonnetta. Ho sentito il profumo delle tue castagne".
"Queste ragazze me le volevano portare via...".
"Su, su, forse ti è sembrato. Non hanno l'aria di essere delle ladre".
"E questo tipaccio tutto muscoli?", gridarono i pastori, "Ci si presenta al presepio con le armi?".
"Avete provato a chiedergli perché è arrivato fin qui?"-
"Non c'è bisogno di chiederglielo. Si vede benissimo: voleva fare una strage...".
Il Power Ranger disse: "Questo non è vero. Ho sentito il messaggio: pace agli uomini di buona volontà e io sono un uomo di buona volontà...".
Disse allora san Giuseppe: "Avete sentito? Il messaggio è per tutti: per i giovani e per i vecchi, per chi ascolta lo stereo e per chi suona la zampogna. Se odiate chi è diverso da voi, vuol dire che del messaggio non avete capito nulla".
A queste parole fece seguito un lungo silenzio. Poi si sentì la vecchina che bisbigliava: "Ehi, ragazzine, vi piacciono le castagne? Su, prendete e guardate che non ve le vendo, ve le regalo.... e a te, tipo muscoloso, ti piacciono le castagne, ne vuoi?".
E' una facile tentazione giudicare gli altri dall'apparenza esteriore
E' un'esperienza che fanno un po’ tutti: in treno, al ristorante, a scuola, per la strada. Ancora più facile è dividere gli altri istintivamente in simpatici e antipatici. C'è il prossimo "in" e il prossimo "out".
Aiutaci Signore a non giudicare senza appello, ma farci comprendere il nostro prossimo, ad aiutarci e amarci.
Facci riconoscere le tante ricchezze che ognuno porta dentro di se, che non vanno sprecate né sottovalutate.
1.3.2. Perchè alla grotta c'erano l'asino e il bue
Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone che ruggì: "Solo un re è degno di servire il Re del mondo. Io mi piazzerò all'entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!".
L'angelo disse: "Sei troppo violento".
Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: "Io sono l'animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!".
L'angelo obiettò: "Sei troppo disonesta".
Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell'iride: "Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!".
L'angelo disse: "Sei troppo vanitoso".
Passarono, uno dopo l'altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono. Invano. L'angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l'asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L'angelo li chiamò: "E voi non avete niente da offrire?".
L'asino rispose: "Niente"e afflosciò mestamente le lunghe orecchie, "noi non abbiamo imparato niente oltre all'umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!".
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: "Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code".
L'angelo finalmente sorrise: "Voi siete quelli giusti!".
Gesù è nato nella povertà, tra gente semplice e generosa. Anche l'asino e il bue della stalla di Betlemme rappresentano virtù particolari: l'umiltà, la mansuetudine, la pazienza.
Aiutaci o Signore a riscoprire queste virtù che il mondo prepotente dei nostri tempi sembra spesso dimenticare.
1.3.3. La bottega del falegname Giuseppe
C'era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegna-me di nome Giuseppe. Un giorno, durante l'assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di soci.
Uno di essi prese la parola: "Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra".
Un altro intervenne: "Non possiamo tenere fra noi nostra sorella Pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca".
Protestò un altro : "Fratel Martello ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore. E' urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!".
"E i chiodi? Si può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano! E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche Cartavetro, la cui unica ragion d'essere sembra quella di graffiare il prossimo!".
Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il martello voleva espellere la lima e la pialla, questi volevano a loro volta l'espulsione di chiodi e martello, e così via. Alla fine della seduta tutti aveva espulso tutti.
La riunione fu bruscamente interrotta dall'arrivo del falegname. Giuseppe, vedendo i loro volti scuri e imbronciati, colle conoscerne le ragioni.
Facendosi animo, con voce stranamente fioca, fratel Martello cercò di riassumere brevemente e pacatamente il succo della discussione, ma in men che non si dica gli animi erano di nuovo accesi e gli utensili pronti a scagliarsi l'uno contro l'altro.
Giuseppe prese la parola e disse: "Bene; ho compreso le vostre ragioni e ritengo siano tutte valide e meritevoli di una più attenta valutazione. Rinvierei quindi la discussione a stasera dopo cena in quanto al momento avrei ancora bisogno di un vostro piccolo aiuto per poter realizzare un oggetto che mi sta molto a cuore".
Tutti gi utensili tacquero; Giuseppe si avvicinò al bancone da lavoro. Prese un asse e lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa dalla lingua scabra, sorella Cartavetro che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.
Giuseppe prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte.
Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.
Per accogliere la vita!
A quel punto gli attrezzi compresero e con un semplice sguardo furono tutti concordi nel ritenere che quella sera non ci sarebbe più stato bisogno di alcuna riunione.
Gli strumenti del falegname, abbandonati a se stessi, lasciano prevalere l'egoismo e il risentimento. In questo modo evidenziano soltanto i rispettivi difetti e finiscono per desiderare di eliminarsi reciprocamente.
Aiutaci Signore a riscoprire la bellezza delle caratteristiche individuali che condivise possono creare tutte assieme un capolavoro.
1.3.4. Il viaggio del pastore
Una notte di tanti anni fa, mentre un gruppo di pastori stava dormendo vicino alla cittadina di Betlemme, apparve un angelo splendente per annunciare la nascita del Messia. "Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia".
A queste parole i pastori si svegliarono e ci fu subito una grande confusione. Alcuni si rimisero a dormire credendo di aver sognato, altri presero il loro gregge e scapparono via terrorizzati. Un gruppo invece si mise a discutere: "Ma avete sentito l'angelo?" diceva uno. "Si si, l'abbiamo sognato" rispondeva l'altro. "Ma non è possibile che abbiamo sognato tutti la stessa cosa, forse abbiamo fatto troppa festa ieri sera?" disse un terzo. "C'è un modo semplice per scoprire di cosa si tratta" disse il più anziano, "Prendiamo le nostre cose e partiamo verso Betlemme!". Tutti i presenti annuirono.
Marco, il più giovane si guardava intorno con aria pensosa e dopo qualche secondo chiese timidamente: "Ma se è veramente nato il Messia, forse dovremmo presentarci con qualche dono. Siamo fuori nei pascoli da giorni e non abbiamo con noi nulla di valore". A questa domanda il gruppo si fermò a riflettere, ma dopo poco ognuno trovò qualcosa che riteneva importante donare.
Mentre i pastori stavano per mettersi in marcia, Marco scelse finalmente i suoi doni: una coperta di lana che gli aveva tessuto la sua mamma e il bastone intagliato che gli aveva donato il nonno per tenere a bada il gregge.
Visto che era rimasto più tempo a riflettere sui doni si ritrovò da solo e si incamminò seguendo le tracce degli altri pastori che puntavano verso Betlemme.
Poco dopo, lungo la strada, incontrò un vecchio pastore che rimaneva seduto sconsolato a bordo strada tenendo tra le mani il suo bastone spezzato. "Cosa ti succede?" chiese Marco. "Un gruppo di lupi ha assalito il mio gregge e per difendere le mie pecore ho spezzato il mio bastone. Come farò quando i lupi torneranno?" rispose il vecchio amareggiato. Marco guardò il suo bel bastone intagliato con cui aveva percorso tanta strada e lo porse al vecchio, pensando che sarebbe ritornato dal nonno a farsene fare uno ancora più bello.
Il vecchio lo ringraziò e Marco si rimise sulla sua strada.
Poco prima di entrare a Betlemme trovò una mamma con il suo bambino che stavano andando al mercato per vendere le poche mele che avevano raccolto. I due erano riparati sotto un vecchio albero, ma tremavano dal freddo per il vento notturno. Marco che passava lì accanto non riuscì a rimanere indifferente, e guardando la sua cara coperta pensò che in fin dei conti lui di lana ne aveva a sufficienza dalle sue amate percore.
Quando i due videro che il pastore porgeva loro la coperta riuscirono a malapena a ringraziarlo, ci si avvolsero e ripresero il viaggio verso il mercato. Marco proseguì verso la grotta.
Arrivato si rese conto all'improvviso di non aver più i doni che aveva portato per il bimbo e decise tristemente di rimanere all'esterno.
Un angelo dall'alto lo vide e lo chiamò "Perchè non entri anche tu?", "Tutti gli altri pastori hanno portato un dono, mentre io non ho nulla da offrire". Allora l'angelo che sapeva tutta la storia di quella notte gli rispose "Entra Marco, perchè tu porti tra le mani il dono più bello, la generosità".
A Natale tutti ci scambiamo doni. Spesso però i doni sono solo "cose", e ci dimentichiamo del modo in cui ci comportiamo con gli altri.
Aiutaci Signore ad avere la sensibilità per accorgerci di chi attorno a noi ha bisogno del nostro aiuto.
1.3.5. Canto dei genitori
Al termine delle scenette ci spostiamo tutti in barchessa per la scena dei genitori, a cui lasciamo il tema della capanna, luogo accogliente e punto di arrivo di queste persone. Ai genitori lasciamo l’obiettivo di concludere la veglia lasciando un messaggio di speranza e gioia.